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domenica 24 gennaio 2016

L' Occidente degli apprendisti stregoni.




Si ha netta l'impressione che le democrazie occidentali non abbiano governanti capaci e lungimiranti. Si naviga a vista o si prendono misure così sbagliate da costituire le premesse di drammatici sviluppi. Alberto Negri e Morya Longo su Il Sole 24 ORE del 23 gennaio 2016 ne danno conto lucidamente. Scrive Negri:

"C'è da chiedersi se gli Stati Uniti, l'Europa, il cosiddetto Occidente, esistano ancora come nozione politica, morale o anche soltanto geografica. Più di un dubbio viene spontaneo dopo la visita del vicepresidente americano Joe Biden in Turchia".

"Agli Stati Uniti adesso serve un autocrate come Erdogan, complice dei jihadisti, non per fare la guerra all'Isis ma per contrastare Putin in Siria. La realtà è che la Turchia ricatta gli Usa con la minaccia russa per ottenere un pezzo di territorio siriano che finora non è riuscita a conquistare servendosi del Califfato".

"È con questa bella compagnia, con queste idee brillanti, che facciamo la lotta all'Isis e ci prepariamo ai negoziati di pace sulla Siria dove dobbiamo fare accomodare i rappresentanti del terrorismo che piacciono ad Ankara e Riad. Siamo amici e alleati di coloro che ci mettono le bombe in casa, che hanno distrutto interi Paesi, provocato milioni di profughi e che alimentano la propaganda islamista radicale: ecco siamo noi i “nuovi” occidentali".

Così Longo sulle linee di politica economica:

"Quanto accaduto in queste settimane dimostra comunque quanto sia difficile per le grandi banche centrali, come la Fed, uscire da anni di politica monetaria ultra-espansiva. Anni di pesanti iniezioni di liquidità hanno infatti creato tali squilibri in giro per il mondo (per esempio nei Paesi emergenti), che basta un timido accenno di marcia indietro per far tremare tutto. Anni di denaro facile hanno creato una tale assuefazione nei mercati finanziari, che disintossicarli non sarà facile. Con i loro interventi, le banche centrali salvano il mondo nell’immediato ma aumentano potenzialmente gli squilibri nel futuro. Ecco perché serve anche una risposta politica ai problemi del mondo: perché quella monetaria ultra-espansiva non può, e non deve, durare per sempre".

Perfino il grande quotidiano della Confindustria, solitamente confidente e prono verso i responsabili del disastro economico, ospita qualche realistica riflessione. Come si è giunti a questa grave inadeguatezza della leadership occidentale? Costituisce un aspetto del complessivo declino.  Agenzie educative e formazioni sociali intermedie sono in grave crisi. Non riescono più a formare buoni cittadini, educati alla libertà responsabile, e a selezionare grandi leader. Cattivi elettori scelgono leader inetti e opportunisti, spacciatori delle illusioni tanto amate dalla gente.

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